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del Ten. Alberto Nicolis

Ho presenziato con grande commozione nella caserma Santa barbara di Piazza Perrucchetti alla cerimonia militare per il compleanno n. 183 delle Batterie a Cavallo, le “Voloire”.

Le Voloire, forte dei loro 183 anni di storia, vantano anche il record di essere stanziate a Milano sin dal 1° Novembre 1887. Per suggellare questo legame il Comune di Milano ha conferito al reparto la cittadinanza onoraria e innalzato un monumento in piazza Perrucchetti. Frequentando il circolo ufficiali delle “Voloire” ho avuto modo di conoscerne la storia che riepilogo.

allevoloireLe “Batterie a Cavallo” furono fondate da Alfonso Lamarmora in data 8 aprile 1831, nel contesto del rammodernamento degli eserciti, sconvolti negli ordinamenti tradizionali dalle campagne napoleoniche, per supportare con artiglieria leggera le incursioni della cavalleria.

La particolare configurazione, tutti gli artiglieri a cavallo e nessuno sul “cassone”, consentiva una maggiore celerità di movimento al punto di essere denominate volanti (da cui il nome “Voloire”); l’armamento sufficientemente leggero consentiva una rapida combinazione di fuoco e movimento che disorientava gli avversari e, non ultimo, essendo tutti a cavallo, una volta esaurite le munizioni o se la situazione lo rendeva necessario, gli artiglieri si univano ai cavalieri nelle memorabili cariche.

Prima sede delle “Batterie” fu Venaria Reale. Sembra che il soprannome di “Voloire” sia stato dato dagli abitanti di Venaria che furono i primi a definirle “volanti”; una seconda versione attribuisce il nome alla “rata voloira” cioè il pipistrello, per via degli svolazzanti mantelli grigi – ma viene preferita la prima.

Successivamente, nel 1887, le Batterie riconfigurate in Reggimento vennero trasferite nella città di Milano.casermsantabarbaraprincipeeugenio

Lo stendardo del reggimento raccoglie le onorificenze guadagnate nelle campagne di guerra che vanno dalla Prima Guerra di Indipendenza alla Seconda Guerra Mondiale dove ha dato il suo eroico contributo sia in terra d’Africa che in Russia.

Attualmente le “Batterie a Cavallo”, unico reparto insieme alla Royal Horse Artillery inglese che conserva un reparto storico di artiglieria ippotrainata, sono di stanza nella caserma Santa Barbara (ex Principe Eugenio), in Piazza Perrucchetti, dove si erge anche il monumento alle “Voloire”.

Il Reggimento si fregia anche di una medaglia d’oro al merito della salute pubblica, conseguita nel 1981 per la attività di ippoterapia che offre nelle strutture della caserma ai milanesi bisognosi.

La commozione con cui ho seguito la tradizionale cerimonia deriva dal timore che sia l’ultima: infatti è stato disposto disposto il trasferimento del reparto in quel di Vercelli, dove si teme che verrà dimenticato ed estinto: il Reggimento di Artiglieria più decorato d’Italia!

Con i movimenti dettati dalla fanfara della brigata, si sono schierati: la sezione storica a cavallo con 2 pezzi Krupp da 75, la I batteria “Santa Lucia”, la batteria comando e supporto logistico “Milano” e la III batteria “Donez”.

Poi han preso posizione il labaro di ANArtI Milano e il gonfalone della citta’ – con sant’Ambrogio ricamato, e infine, e’ arrivata lo Stendardo del Reggimento, ovviamente a cavallo.

Il comandante del Gruppo schierato e’ andato ad accogliere il 77° Comandante delle Batterie, che ha passato in rassegna lo schieramento e ha tenuto il discorso di circostanza.

Il tutto un po’ sottotono, presenti tanti estimatori del reggimento e, sul palco, molti comandanti del passato e qualche autorità.

Al termine, il comandante ha dettato la classica sequenza del Caricat, poi il cappellano ha recitato la sempre commovente preghiera dell’artigliere (nella versione autentica e non farlocca, n.d.r.), mentre sfilava il cavallo scosso con in sella un pastrano, a rappresentare i caduti.

E’ quindi iniziato lo sfilamento dello schieramento e la cerimonia si e’ conclusa con il carosello della sezione storica e la messa in posizione di un pezzo da 75 che ha tirato un colpo a salve.

Dopo un brindisi con un caro amico, 73° Comandante, ho fatto un giro fotografico, forse l’ultimo.

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