Tag

Nave Artigliere F582

Nave Artigliere F582

Venerdì 13 dicembre alle 11:30 al Molo Sottoflutto del porto di Castellammare di Stabia (NA), il pattugliatore di squadra Artigliere della Marina Militare terminerà la vita operativa dopo 30 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività.

L’atto formale con cui la nave Artigliere verrà radiata dalla flotta della Marina Militare si svolgerà con la cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera.

La bandiera di combattimento ammainata sarà consegnata dal Comandante della nave al Capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio Giuseppe De Giorgi per poi essere conservata a Roma all’interno dell’Altare della Patria nel museo Sacrario delle bandiere delle Forze Armate.

Nave Artigliere è la quarta Unità che porta questo nome; con esso la Marina ha voluto rendere omaggio ai valorosi militari delle altre FF.AA. nell’intento di celebrare le alte tradizioni militari del Paese, a sostegno di un forte spirito interforze.

In particolare, sono ormai cento anni che la Marina Militare e il Corpo d’Artiglieria Italiana sono legate in una fratellanza d’armi, rappresentata sia dall’essersi poste entrambe sotto la protezione della Patrona S. Barbara, sia dalla presenza quasi costante, nella Squadra Navale italiana, di una Nave che porta il nome “Artigliere”.

La prima Nave Artigliere fu varata il 22 gennaio 1907 ed entrò a far parte della 3ª Squadriglia Cacciatorpediniere alle dipendenze del Dipartimento Marittimo di La Spezia nel settembre 1907.

Durante le manovre del successivo mese di ottobre, Nave Artigliere ebbe a bordo il Re d’Italia.

Oltre alle altre normali attività addestrative, crociere e manovre navali, Nave Artigliere partecipò attivamente alle operazioni di soccorso in occasione del terremoto di Messina del 1908 e, nel 1909, ebbe nuovamente a bordo i Sovrani d’Italia in visita alle popolazioni colpite dal sisma.

Fu successivamente impegnata nella guerra italo-turca del 1911, oltre a varie missioni nel 1913 e 1914 in Egeo, in Tripolitania e nell’Adriatico. Dopo lo scoppio della 1ª Guerra Mondiale fu impegnata nell’Alto e Basso Adriatico e nel Tirreno, in servizio di scorta verso la Grecia e l’Albania.

Fu presente a Smirne per la protezione di connazionali nel 1919 e operò nel Dodecaneso fino al gennaio 1920, quando rientrò a Taranto dove rimase fino alla radiazione nel 14 giugno 1923. La seconda Nave Artigliere ebbe vita operativa molto più breve: varata il 12 febbraio 1937, entrò in servizio il 14 novembre 1938, assegnata all’11ª Squadriglia Cacciatorpediniere della 2ª Squadra Navale.

Nel 1939 svolse attività addestrative con crociere nel Tirreno, in Africa settentrionale e nel Dodecaneso, e con la partecipazione alla famosa “Rivista Navale” nel Golfo di Napoli.

Dopo lo scoppio del Secondo conflitto mondiale partecipò a 28 missioni di guerra.

Il 10 luglio 1940 era tra le unità che presero parte alla battaglia di Punta Stilo, dove svolse azioni di fuoco e lancio di siluri contro unità nemiche. Il successivo 12 ottobre l’Artigliere, con l’insegna di Capo Squadriglia, fu impegnata con altre squadriglie cacciatorpediniere in un violento scontro con l’incrociatore inglese “Ajax”.

Durante il combattimento fu colpita dai cannoni avversari, riuscì a lanciare un siluro e a fare fuoco contro la nave nemica, provocandole seri danni, prima di essere immobilizzata per gli effetti del tiro nemico. Il “Camicia Nera” ne tentò inutilmente il traino, ma dovette abbandonarla per il sopraggiungere di altre navi nemiche, e il secondo Artigliere affondò.

Il Comandante e l’Assistente di Squadriglia (rispettivamente il C.V. Carlo Margottino e il T.V Corrado Del Greco) furono decorati con la Medaglia d’Oro al V.M. Il nome Artigliere è stato nuovamente attribuito nel 1951 al Cacciatorpediniere ex-USA “Woodworth”, ammodernato dopo il conflitto.

Entrata a far parte della Marina Italiana l’11 giugno 1951, alla Nave venne donata, da parte dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, la bandiera di combattimento e la Nave stessa ne adottò il Motto “Sempre ed Ovunque”. La terza Artigliere ha operato per circa venti anni nella Squadra Navale, prima dalla base di Brindisi con compiti di guida e scorta Motosiluranti e di vigilanza pesca. Il 1° novembre 1970 è stata radiata dal servizio ed utilizzata come pontone didattico delle Scuole C.E.M.M. della Maddalena.

La quarta e attuale Nave Artigliere (F-582) è parte nella Squadra Navale dal 29 ottobre 1994, con il compito di Pattugliatore di Squadra, con cui ha preso parte a molte delle numerose missioni di mantenimento della pace che la Marina Militare ha svolto nell’ultimo decennio.

Prima delle quattro Unità della classe Soldati, era stata in effetti realizzata dalla Fincantieri per la Marina irachena nei cantieri CNR di Ancona e varata oltre dieci anni prima (“Hittin” era il nome originale), ma non fu mai consegnata all’originario committente a causa degli impedimenti politico-militari legati alle relazioni internazionali con l’Iraq fra la metà degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta.

Nel luglio 1993 il Parlamento italiano approvò un D.L. che ne prevedeva l’acquisizione da parte della Marina Militare.

Anche a questa Unità il 5 luglio 1996 a La Spezia l’Associazione Nazionale ARTiglieri D’Italia, per mano del Presidente Nazionale Gen. Olivieri, ha donato la Bandiera di Combattimento, racchiusa in un prezioso cofano di mogano custodito dal Comandante della Nave.

Diverso invece il Motto della Nave: “Primi Velitum”, ad enfatizzare la prontezza operativa, lo spirito di coraggio e le capacità di combattimento a cui ispirarsi, a similitudine dei valori militari che contraddistinguevano i Veliti Romani, noti per i loro rapidi ed efficaci assalti contro il nemico nelle primissime fasi della battaglia.

Nave Artigliere, ricalcando la struttura delle Unità ex classe Lupo, con le sue caratteristiche operative in termini di architettura, di sensori e di armamento, risulta particolarmente idonea ad assicurare una delle macro funzioni della Marina: la presenza e sorveglianza.

Prova ne sono le numerose partecipazioni ad attività operative di rilievo, quali: Pattugliamento in Adriatico in ambito C.ES.AL. (Controllo Esodo Albania) con varie missioni, nel periodo 1995-2000; Campagna Navale nel Sud Est asiatico, settembre 1997-gennaio 1998; Parte delle Forze Navali Standing della NATO (STANAVFORMED/SNMG2 e STANAVFORLANT/SNMG1) con designazione per varie missioni nell’ambito dell’Operazione NATO Active Endeavour in Mediterraneo Orientale (due nel 2002, 2003, 2005, due nel 2007, l’ultima nel periodo ottobre-dicembre 2008); pattugliamento nelle acque internazionali antistanti il Libano e concorso alla missione di consegna dei primi aiuti umanitari nell’ambito dell’Operazione nazionale Mimosa, nel mese di Agosto 2006; Flag Ship di forze NATO/internazionali di contromisure mine (maggio 2005 e marzo 2007); alle quali si aggiungono le usuali occasioni addestrative svolte annualmente dalle Unità della Squadra Navale, tra le più recenti: l’esercitazione italo-maltese CANALE 2006; l’esercitazione internazionale contromisure mine IT-MINEX 2007; l’esercitazione nazionale MARE APERTO 2007.

Infine, vale una particolare menzione la partecipazione alla Parata Navale nel Golfo di Napoli in occasione della Festa della Marina del 10 giugno 2005, in ricordo dell’impresa di Premuda, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Nave Artigliere, nell’arco della sua vita operativa, ha percorso 276.407 miglia nautiche per un totale di 28.220 ore di moto.

Nel 1904, con Regio Decreto, venne concesso alla Regia Marina di consegnare ad ogni nave da guerra una bandiera che prende il nome di Bandiera di Combattimento.

Il decreto disponeva che essa fosse di forma rettangolare di foggia, di ottima qualità o di stoffa di seta con la scritta in bianco “Bandiera di combattimento” e che venisse custodita in un cofano installato nell’alloggio del comandante o dell’ammiraglio così da sottolinearne l’importanza ed il rispetto con cui è tenuta.

Anche il cofano, oggetto molto pregiato, viene tradizionalmente realizzato con particolare cura e donato alla nave.

La Bandiera di Combattimento deve essere issata in combattimento e nelle grandi solennità e rappresenta “l’anima” della nave.

I cofani delle bandiere di combattimento delle navi da guerra non più in servizio, vere e proprie opere d’arte, sono custoditi, con le rispettive bandiere, a Roma, presso il Vittoriano, nel Sacrario delle Bandiere. 

Fonti: Marina Militare